La vacanza più economica inizia dalla scelta dei pezzi fondamentali del soggiorno: il volo quando c’è e l’ostello, ovviamente. Con gli anni gli ostelli si sono evoluti, non sono più solo un alloggio per ragazzi e giovani avventurieri, ma sono una buona alternativa anche per le coppie ad esempio che voglio la loro intimità, per chi viaggia da solo o per i gruppi che preferiscono anche un po’ di qualità oltre agli spazi comuni.
D’altro canto è anche vero che gli alberghi hanno abbassato i prezzi e che spesso la differenza tra i due tipi di alloggio è davvero minima. Ma una cosa è sostanziale e fa la differenza, i servizi offerti e l’ambiente giovanile che da sempre comunque l’ostello offre ai viaggiatori.
Allora perchè non prenotare sempre in ostello? Bè, perchè no! Attenti però ad avere alcuni accorgimenti, piccole e semplici regole che possono farvi vivere meglio la vacanza. Se poi ne avete alcune da suggerire, tanto meglio ; )
Prima della partenza
Cercate di evitare di prenotare nei portali e nei siti che vi mettono troppe commissioni.
Questo non è un consiglio valido solo per gli ostelli è vero, ma solo recentemente ho notato che Hostelbookers offre ai propri clienti un servizio, come dire “tutto compreso”.
Tra le altre cose io stessa mi sono trovata ad utilizzare il loro servizio per gruppi. Semplicemente compilando un format verrete chiamati da un operatore che in poco tempo tramite mail vi invierà tutte le soluzioni per gruppi di amici, come si suol dire, poca spesa e molta resa.
Inoltre fate molta attenzione anche ai posti in cui si trovano gli ostelli, una volta mi è capitato di prenotare a poco prezzo ma il mio appartamento era abbastanza lontano dal centro città. Poi tutto fa esperienza, ma io ve lo dico così da potervi risparmiare qualche brutta fregatura ; )
Da mettere in valigia
Una cosa che ci si dimentica sempre di mettere in valigia è il lucchetto. Personalmente non l’ho mai usato ma la sicurezza non è mai abbastanza e nel caso in cui vi troviate a dividere grandi camere con persone che non conoscete magari chiudere la valigia con un lucchetto o nel caso ci siano armadietti per gli oggetti più preziosi, non è del tutto una cattiva idea.
Inoltre i classici saponi, shampoo & co. che purtroppo in ostello la maggior parte delle volte non sono compresi. Vi do un consiglio? Se state via pochi giorni usate i campioncini che vi offrono nelle profumerie e nelle erboristerie, tornano sempre utili e fanno guadagnare spazio e peso in valigia.
Mascherina per gli occhi e tappi per le orecchie, i più sensibili mi ringrazieranno. Per fortuna io non sono il tipo che non dormo in mezzo alla confusione, ma se voi lo siete, non dimenticatevi di portare questi due oggetti, vi salveranno letteralmente la vita.
Ultimo grande consiglio, per noi italiani fondamentale è la moka per il caffè. Chi di noi non inizia una giornata con un buon caffè alzi la mano. Ecco se andate inq ualche ostello all’estero diffcilmente troverete del buon caffè. La moka pesa poco e potrete far bella figura offrendolo la mattina ai compagni di stanza, un bel modo per iniziare la giornata : )
In ostello
In realtà una volta arrivati in ostello ci sono ben poche raccomandazioni da fare. Se avete portato dietro tutto quello di cui avevate bisogno non vi rimane che divertirvi in fondo. La grande caratteristica dell’ostello è che qui l’atmosfera è più friendly, l’ambiente più accogliente e rapportarsi con altri ragazzi o viaggiatori che preferiscono questo tipo di alloggio è di certo molto più facile.
Un unico consiglio che non serve ad evitare fregature, ma a vivere bene l’esperienza dell’ostello è: fate amicizia!
Ah, un paio di informazioni sulle foto di questo post. Il primo ostello si trova a Dublino, il Kinlay House e io ci sono stata qualche capodanno fa, davvero ottima posizione, carino ed economico, lo consiglio. La seconda foto è del Backpacker Hostel di Brema, non ci sono stata, sembra solare e pulito. L’ultima foto è del America del Sur, ostello che si trova a Puerto Deseado, Argentina.







In realtà il titolo secondo me è un po’ fuorviante: le vere fregature negli ostelli in giro per il mondo (l’Italia è un altro discorso, con un livello più basso) sono state pochissime.
Unici problemi, a volte, la lontananza dal centro (in genere ben segnalata su siti e guide quindi va messa in conto) o l’eccessiva formalità della reception: in un ostello bisognerebbe essere sempre rilassati e col sorriso sulle labbra. Purtroppo c’è chi non lo interpreta così.
Mi sembrerebbe più pertinente parlare di consigli utili.
http://patrickcolgan.wordpress.com
Ciao Patrick in effetti il titolo non rispecchia pienamente il contenuto del testo, per come possiamo intenderlo a primo impatto e potrei dirti facilmente che è stato fatto a posta, sai meglio di me che il titolo conta : ) Ma in realtà non è così…in realtà ho inteso come “fregature” non solo quelle cose che ti possono capitare in ostello causa dimenticanza o poca attenzione del personale, ma tutte quelle piccole cose che puoi ricordarti solo tu e che una volta arrivato in ostello ti fanno capire di “non essere rimasto fregato”.
Magari c’è chi non è mai stato in un ostello e non sa che lì non troverà asciugamani ne saponette nel bagno, che spesso i bagni sono in comune e le camere non hanno dei portaoggetti personali. Quindi la fregatura in questo caso è intesa come dimenticanze personale che con un po’ di attenzione non rendono il soggiorno un disastro.
Grazie comunque del tuo commento ; )
Hai ragione e fra l’altro la lista di accorgimenti è molto utile per chi non è mai stato in un ostello!
Grazie Patrick, quella del caffè l’ho imparata a mie spese, per fortuna il mio compagno di viaggio aveva una moka in valigia ; )
Peccato però che non siamo riusciti a insegnare ad alcuni ragazzi tedeschi in ostello con noi a cucinare la pasta, ti assicuro, un disastro! : (
Io in genere cerco di adattarmi al cibo locale, quindi è raro che cucini la pasta all’estero (la moka però è una buona idea perché spesso non c’è nemmeno la macchina per fare il caffè americano in cucina).
Però ricordo una scena piuttosto divertente in uno sperduto ostello norvegese, con dei ragazzi spagnoli che fecero bollire la pasta per un’ora e io e la mia ragazza di allora li guardavamo a dir poco perplessi. Finimmo a ridere tutti assieme…
Io ho visto cucinare la pasta in un ostello a Dublino da dei ragazzi inglesi, non ti dico…comunque sì anche a me piace molto mangiare il cibo locale, ricordo però che quella sera era il 1° gennaio, Capodanno a Dublino, e mi sa che eravamo stravolti dalla serata precedente, con aereo alle 3 della mattina dopo…forse per questo che cucinammo in ostello : D