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Consigli preziosi per viaggi in Iran da Highway To Khan

 I nostri amici di Highway To Khan, dopo aver attraversato l'Anatolia con la loro piccola VW Polo di seconda mano hanno raggiunto il confine turco-iraniano. Ecco com'è andata.L’Iran, una destinazione affascinante che mi piacerebbe scoprire un giorno. I nostri amici di Highway To Khan sulle rotte della Mongol Rally 2011, dopo aver attraversato l’Anatolia con la loro piccola VW Polo di seconda mano hanno raggiunto il confine turco-iraniano. Ecco com’è andata.

Tutte le volte che abbiamo parlato con altri Rallyers lungo il percorso, quando dicevamo che saremmo passati pel’Iran, si mettevano a ridere e ci facevano gli auguri. Con espressioni di preoccupazione e derisione tipo “io col cavolo che ci metterei piede, non vorrei essere nei vostri panni”.

Bene. Siamo al fatidico momento: la frontiera iraniana.

Primo grande errore, pensiamo che prima della frontiera ci sia qualche baracchino money change. Invece no. Abbiamo solo lire turche e sappiamo che in Iran non le cambiano, inoltre sappiamo che le nostre Master Card in Iran riacquistano il loro valore fisico di pezzi di plastica. Entriamo con l’idea di chiedere informazioni e nel caso tornare alla città più vicina. Siamo cittadini europei, finché non superiamo il confine ci possiamo muovere liberamente.

Ma subito scatta la prima truffa.

Qualche milione di khomeini

Un omino senza autorità alcuna ci vuole cambiare i soldi, ci da in meno un terzo della cifra corretta, decidiamo di tornare indietro. A questo punto l’omino della dogana, con l’autorità del governo turco, ci dice che non si può tornare indietro, violando ogni regola sulla libera circolazione. Se ci fossimo impuntati per tornare indietro, poi sarebbe stato meglio cambiare dogana per non trovare lo stesso frontalino. Bhe alla fine dopo contrattazione, riconteggi dei soldi, schiamazzi, abbiamo la nostra mazzetta di rial iraniani, ottenuti con un tasso di cambio del 25%. Gli abbiamo regalato 150 euro insomma. Non vedevamo soluzioni alternative.

Ora, tenendo conto che 1 euro vale 15’000 rial, abbiamo una mazzetta di tutto rispetto che devo mettere nel marsupio perché non sta nel portafoglio.

Ci mettiamo in coda, dove incontriamo ben tre teams del rally. Chiacchieriamo un po, poi tocca a noi.

Superiamo quella linea immaginaria che segna il cambio dell’autorità a cui sottostare.

Timbro fatto. Siamo in Iran, iniziano i controlli sulle carte della macchina. Nessuna perquisizione ai bagagli, solo una richiesta di 20 dollari per passare. E via.

Procediamo, hanno ancora il carnet e i documenti della macchina. Per riaverli assistiamo ad una mossa bellissima: separano una persona per ogni macchina, nel nostro caso… Io. Mi portano in uno stanzino stile interrogatori. Con una scrivania e un letto, aspettano un po, guardandomi, come per intimorirmi, poi mi dicono, per rivedere i tuoi amici ci devi dare una maglietta. No comment.

Mi viene in mente la scena della massoneria di “un borghese piccolo piccolo”.

Esco dal baracchino con la scusa di una telefonata.

Tornano i compagni: “dai dai, sali che andiamo, subito”. Entro in macchina e mi dicono che loro sono stati portati in un angolo con un gigante iraniano minaccioso, che chiedeva 10 dollari per macchina. Loro più gli altri Rallyers erano 6 persone, quindi si sono ribellati e divincolati.

Anche la maglietta alla fine non l’abbiamo data :)

Dopo circa 3 ore riusciamo ad essere liberi di circolare per le strade iraniane, con tutti i nostri documenti in tasca. Subito ci rendiamo conto che nessuno parla inglese, in più non comprendiamo le scritte, e lo sapevamo, ma nemmeno i numeri! Siamo in mano alle mappe.

Il morale si rialza solo alla prima benzina: 0,4 al litro. Qui abbiamo un potere d’acquisto di tutto rispetto.

La vicenda alla frontiera la trovo molto utile per i futuri viaggiatori: innanzi tutto, importantissimo, entrate con dollari o euro. E poi, cercate di divincolarvi dalle mazzette, perché se ogni 10 dollari, cifra ridicola, si accetta senza controbattere, questi continuano a chiedere. L’atteggiamento non è mai realmente minaccioso, diciamo che ‘ci provano’. Non hanno reale potere per chiedere quei soldi, solo giocano sul fatto che noi non capiamo la lingua e le procedure. Basta dire 3 volte no e rinunciano.

**** [ Mamma da qui in avanti non leggere più ]****

Le strade iraniane sono un delirio. No indicazioni comprensibili, no regole, guidatori completamente matti, doppi sorpassi, tripli sorpassi, speed braker non segnalati alti fuori da ogni logica. Bella scena una macchina di ragazzi che rallenta di fianco a noi per dire “welcome” e viene tamponata, i ragazzi scendono, ma noi proseguiamo.

Ora iniziamo a sentirci lontano da casa.

Guest-post e foto di Federico Maccagni di Highway To Khan verso Teheran. Destinazione: Ulan Bator in Mongolia.

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