Il viaggio più emozionante, quello dei tre amici di Highway to Khan, partiti con una VW Polo di seconda mano per conquistare il regno di Gengis Khan. Dopo l’Iran, Federico racconta il viaggio in Uzbekistan.
Disegnando l’itinerario del viaggio avevamo deciso di dedicare una seria attenzione turistica solo ad Iran e Uzbekistan. L’Iran purtroppo per necessità è saltato: abbiamo dedicato tempo al lavoro con gli skaters e non abbiamo potuto raggiungere Esfahan.
L’Uzbekistan invece abbiamo cercato di visitarlo bene.
Entriamo al confine di Nukus, e ci fermiamo per la notte. Prendiamo stanza all’Hotel Rahnamo, con accesso wifi, aria condizionata, e ottima colazione internazionale. Strappiamo un prezzo di favore, ci permettono di stare in tre in doppia, per 100$.
La sensazione che abbiamo avuto a Nukus è di essere in Vietnam, nel sud est asiatico. Poche luci, infestate da insetti notturni, localini con griglia che cuociono shish kebab e servono birra fredda, utile per meglio sopportare l’umididà.
Nukus è la capitale del Karalpakstan, area ovest del paese, decisamente più povera.
Prima curiosità
I dollari non si cambiano in banca ma in qualunque esercizio commerciale, a nero. Perché il governo ha imposto che con un dollaro si comprano 1700 sum, mentre il reale valore è maggiore, e qualsiasi persona a cui si chiede, è disposta a comprare un dollaro per 2400 sum. Una bella differenza. Non avevo mai visto una cosa del genere.
Seconda tappa Muynak
Come informazioni turistiche sottolineo che c’è solo un “alberghetto”, che è più che altro un edificio con delle stanze. Con bagni in comune sudici e senz’acqua e con problemi elettrici nelle stanze ( tripla 25$). Abbiamo faticato a prendere sonno causa acari grossi come formiche, ma è da riconosce che abbiamo respirato un bel clima, soprattutto grazie al piccolo giardino con alberi mossi dal vento. Noi avevamo un balconcino, e siamo stati bene. Però, diciamo: essere comodi ha un altro significato.
Muynak merita una tappa. La storia del mare di Aral è impressionante, e unica al mondo. Ho raccontato la storia in questo articolo specifico.
Terza tappa Khiva
La piccola cittadella al confine turkmeno, che molti dicono essere l’attrazione maggiore dell’Uzbekistan. Sulla strada verso Khiva capiamo definitivamente che questo stato non è quello che ci aspettavamo.
*FINE prima parte*
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